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Lo Smart Working in GSK

In GSK abbiamo riprogettato il lavoro post-pandemia ripartendo da un manifesto in 5 punti per il lavoro nella nuova normalità, definendo insieme cosa sia per noi lo Smart Working.

Sede GSK Verona Interni

In GSK e ViiV abbiamo introdotto lo smart working in azienda già nel 2017 e, con l’esperienza maturata e le dotazioni tecniche già pronte per tutti, non siamo stati colti di sorpresa dalle restrizioni pandemiche. Questa cultura ci ha permesso di proseguire regolarmente le nostre attività, essenziali per molti pazienti e cittadini. Durante il periodo pandemico abbiamo assicurato continuità alle nostre attività produttive e distributive grazie ai colleghi che hanno lavorato regolarmente "on site" negli stabilimenti italiani e trasferendo in remoto tutta l'attività dei colleghi elegibili allo smart working. 

“In GSK crediamo fortemente nell’integrazione tra vita di community, lavoro in presenza e lavoro da remoto: per questo abbiamo adottato il lavoro agile già a partire dal 2017 e, parallelamente, abbiamo continuato a operare significativi investimenti per l’ammodernamento delle nostre sedi italiane, che siano direzionali, di ricerca e produttive” (Alfredo Parato, HR County Head GSK Italia).

Facendo tesoro delle esperienze maturate prima e durante la pandemia e ascoltando le preferenze dei colleghi espresse attraverso una survey a tutto il personale, abbiamo così ripensato il lavoro di oggi sia in GSK che nella consociata ViiV Healthcare. Nel guardare finalmente ad una nuova normalità, vogliamo continuare a promuovere un modello di lavoro integrato. Un modello che si basi su una sintesi tra bisogni organizzativi, bisogni del singolo e degli stakeholder con cui interagiamo nel nostro lavoro.

Partendo da questi principi base, abbiamo raccolto in un Manifesto, fatto di cinque punti, le caratteristiche dello smart working nella nuova normalità, comune a tutte le sedi italiane e condiviso con le rappresentanze sindacali.

  • In GSK intendiamo lo smart working come una scelta individuale volontaria, formalizzata tramite accordo individuale tra collaboratore e azienda; i ruoli eleggibili allo Smart Working sono definiti da ciascun sito (inteso come sede amministrativa, di ricerca o produzione);
  • Prevediamo la possibilità per i collaboratori di usufruire del lavoro in smart working fino al 50% del proprio tempo ogni mese, senza particolari vincoli di presenza su base settimanale;
  • Deleghiamo la programmazione delle giornate in smart working e in presenza all’accordo capo collaboratore, senza sovrastrutture organizzative;
  • Per le categorie aventi diritto, anche in caso di smart working riconosciamo il lavoro straordinario, espressamente richiesto o approvato dall’azienda;
  • Riaffermiamo l’attenzione per salute e benessere psico-fisico dei nostri collaboratori
    • prevedendo l’assegnazione di dotazioni ergonomiche addizionali, sulla base di ragioni di salute (es. sedia ergonomica, monitor) o di servizio/mansione (es. monitor);
    • confermando il diritto alla disconnessione, declinandolo anche attraverso ulteriori regole e buone prassi definite a livello di ciascun sito.
Alfredo Parato GSK
Alfredo Parato, HR Country Head

Se la pandemia non ci ha trovato impreparati, dal punto di vista tecnologico ed organizzativo, consentendoci di spostare in remoto tutta l'attività, questa esperienza ci ha insegnato comunque molto. Ci ha fatto comprendere che alcune attività che pensavamo infattibili da remoto, si potevano gestire. Ma anche che alcune attività, fatte in presenza, fanno la vera differenza. 

Quello che ci guida sempre è una cultura aziendale fatta di ambizione per i pazienti, responsabilità per l'impatto che generiamo sulla salute delle persone e impegno a fare la cosa giusta, anche nell'organizzazione del lavoro quotidiano.